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Sean Henke eletto consigliere federale della Fesik

Il maestro Sean Henke, direttore tecnico della Asd Nenryu, è stato eletto il 30 novembre ad Arezzo consigliere federale della Fesik, Federazione Sportiva Italiana Karate.
Con 818 voti è stato il primo dei consiglieri eletti.
Riconfermati il presidente Luigi Aschedamini (Lombardia)ed il vice presidente Roberto Bani (Toscana). Henke sarà membro del consiglio per il prossimo quadriennio olimpico insieme a Francesco Romano Bonizi (Umbria), Evro Margarita (Liguria), Michel Nehme (Emilia Romagna) e Nicola Altieri (Campania).
Riportiamo qui di seguito l'intero discorso che il maestro Sean Henke ha pronunciato prima dell'elezione:

''Chi mi conosce sa perfettamente che non amo parlare in pubblico.
In questo ambito mi considero soprattutto un insegnante di Karate, ma parlare davanti ad atleti di questioni tecniche non è come pronunciare un discorso da candidato davanti ad una platea composta prevalentemente da Presidenti e direttori tecnici affiliati alla Federazione.
Sono un pubblicista, e siccome ho sempre preferito la scrittura all’eloquio, ed anteposto la sintesi ad ogni forma di solenne retorica, sono sicuro che mi consentirete di leggere queste poche righe che ho steso come presentazione.
Prima di tutto desidero ringraziare di cuore coloro che mi hanno sostenuto con le loro proposte di candidatura. Ne sono arrivate in segreteria quasi 80... Quando il minimo era di 20…
Quando nel ormai lontano 19 maggio 1993 apposi la mia firma, come socio fondatore, sull’atto costitutivo della Fesik, non avrei mai pensato di trovarmi qui, davanti a voi, come candidato al consiglio federale, un ruolo dirigenziale di prestigio per una federazione preminente nel panorama delle arti marziali.
Posso dire di aver ricoperto molti ruoli in questi vent’anni: sono stato atleta agonista, poi docente federale ed allenatore della Squadra Nazionale femminile di Kumite ed infine direttore sportivo. In ogni circostanza ho cercato di dare il meglio di quelle che erano, e sono, le mie possibilità.
A stretto contatto con mio padre, ho vissuto tutte le vicende che hanno caratterizzato la storia di questa federazione: gli episodi negativi ed i momenti felici, le lacrime di una sconfitta e la gioia di una vittoria. Ho sempre pensato di dover ricordare, nel bene e nel male, ogni evento vissuto e trasformarlo in esperienza, in un più elevato grado di conoscenza, di competenza, che mi potesse aiutare a svolgere meglio i miei compiti.
So perfettamente quanto può essere difficile guidare una federazione, ma sono pronto a dare il mio contributo senza condizioni, nel rispetto assoluto delle scelte che saranno prese, come sempre, collegialmente.
La nostra federazione ha un presidente di indiscusso valore ed illustri membri del consiglio che considero prima di tutto dei veri amici.
Il Karate mi ha fatto conoscere tanti luoghi e tante persone. Ho avuto in alcuni casi delle inaspettate delusioni, ma mi piace ricordare l’affetto e l’amicizia di molti altri che ho avuto la fortuna di incontrare e con i quali mantengo, ancora oggi, rapporti di reciproca stima. Ho apprezzato l’intelligenza e l’ironia, la saggezza e la competenza, la simpatia e la solidarietà, l’onestà e la condotta che ogni persona, nelle differenti misure, ha saputo mostrarmi in tutti questi anni.
Viviamo in un periodo di forte crisi economica e siamo pienamente coscenti delle difficoltà che ognuno di noi sta affrontando. Noi continueremo a lavorare con impegno ed intensità affinché ogni tesserato continui ad essere soddisfatto della propria federazione e si senta parte integrante di questa grande famiglia.
Mio padre, con l’amico Demetrio Donati, ha iniziato molti anni fa questa splendida avventura. Loro hanno tracciato una via. Noi, oggi, vogliamo continuare a percorrerla, nel sereno ricordo del passato e con un forte slancio rivolto al futuro.
Se avrò la opportunità di entrare nel consiglio federale mi impegnerò su ogni questione richiesta, continuando a seguire gli ambiti che più mi stanno a cuore: le competizioni ed i rapporti internazionali, l’organizzazione e la promozione, le questioni tecniche e quelle arbitrali. Ma voglio essere soprattutto il portavoce di tutti coloro che siano in grado, con la loro esperienza, di elevare il livello della nostra federazione. Ogni critica costruttiva sarà accolta e valutata con particolare attenzione.
Cari amici… Quello che porto è sicuramente un cognome molto impegnativo. Se è vero che mi ha fatto conoscere e mi ha aperto determinate porte, è altrettanto vero che ha creato in passato – e sono sicuro sta creando ancora - molte aspettative.
Dopo la morte di mio padre scrissi in un articolo sulla rivista Samurai che Carlo Henke ha sostenuto la sua esistenza attraverso nobili sentimenti e straordinaria sensibilità, seguito ideali con pervicacia e coerenza, creato strutture con intelligenza ed immaginazione, condotto azioni con costanza e personalità, mantenuto comportamenti moderati e cordiali, raggiunto traguardi nell’assoluto rispetto delle persone e degli eventi.
A tutti coloro che vorranno darmi fiducia posso solo rispondere che per me sarà un grande successo riuscire a realizzare anche la metà di quanto egli ha compiuto nella sua intera vita''.

Nella foto il M° Sean Henke durante l'assemblea Fesik






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